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In occasione dell’Angelus della domenica delle Palme, la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente riparte da piazza San Pietro con la campagna contro il consumo di carne, con un agnello di zucchero a grandezza naturale, cartelli e striscioni e una delegazione delle associazioni aderenti alla Federazione (tra le quali Enpa, Lav, Oipa, Leidaa, Lega del cane, Marevivo), per salvare la vita di agnelli e capretti, che soprattutto in questa stagione rischiano di finire sul piatto.

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Il picco pasquale – ricorda la Federazione – di solito conduce al macello, per un solo giorno, più di 250 mila animali in tenera età, un terzo dell’intero consumo annuale. Sono per lo più cuccioli di 30-40 giorni, nati dopo cinque mesi di gravidanza delle madri, la cui fecondazione è regolata in maniera tale da poter macellare i piccoli quando pesano 8-12 chili.

Tra le comunità cristiane più antiche – spiega – l’agnello era rappresentato sulle spalle del pastore e simboleggiava l’anima salvata da Cristo. “La sua uccisione per Pasqua – sottolinea – non ha alcun fondamento nella tradizione cristiana, semmai ha radici nel Vecchio Testamento. E’ un rito cruento, in forte contraddizione col concetto di Resurrezione, che porta con sé il rinnovamento della fede e della speranza, è un rito non necessario in una società, la nostra, già impregnata di violenza e di morte, che serve soltanto a soddisfare gli interessi dell’industria alimentare”.

Stop agli Agnelli a Pasqua 1

Infatti l’esortazione a rispettare tutti gli esseri viventi, a cominciare dai più piccoli e dai più deboli, “ha trovato un eco forte – sottolineano gli animalisti – nelle parole di Papa Bergoglio, che ha scelto di chiamarsi Francesco come il Santo di Assisi e martedì scorso ha pronunciato parole memorabili, per le quali la Federazione ha deciso di ringraziarlo direttamente da piazza San Pietro. In questo spirito le associazioni invitano tutti a inserire nel precetto pasquale il no alla carne di agnello e di capretto”.

La campagna prosegue nelle principali piazze italiane, dove è possibile firmare la petizione con cui – spiega la Federazione – chiediamo al Governo e al Parlamento 10 leggi a tutela degli animali. Tra queste, la promozione di scelte alimentari senza prodotti di origine animale e la disincentivazione degli allevamenti intensivi.

via | LaPresse


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