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Un plauso al Consiglio Regionale Abruzzese che ha approvato la prima legge antivivisezione (o piuttosto di diffusione della ricerca di metodologie alternative alla sperimentazione animale) nel suo territorio. Per tenere fede a quanto approvato la Regione Abruzzo si prefigge di promuovere e ottenere accordi con università e istituti scientifici e di ricerca aventi sede legale nella regione.


L’articolo 1 della legge antivivisezione approvata nella Regione Abruzzo recita:

La Regione Abruzzo tutela e promuove il benessere degli animali in quanto esseri senzienti, sostiene la riduzione del loro utilizzo a fini sperimentali e ad altri fini didattici e scientifici, mediante la diffusione di metodologie sperimentali innovative che non facciano ricorso ad animali vivi.

Sicuramente un primo importante passo della Regione verso la fine della sperimentazione su animali attraverso una legge proposta dal consigliere Riccardo Chiavaroli e cofirmata dal consigliere dei Verdi Walter Caporale, nella relazione dei firmatari possiamo leggere:

Si tratta di un passo avanti nella tutela degli animali, verso il riconoscimento del loro essere soggetti senzienti. Una legge condivisa e partecipata, quindi, che prevede il coinvolgimento di università ed enti nell’applicazione, attraverso un organismo ad hoc che serva da stimolo all’innovazione e alla ricerca, senza costrizioni pregiudiziali o ideologiche ma in collaborazione con la Regione. Siamo perfettamente consci del fatto che ci si stia muovendo su un terreno particolarmente difficile della legislazione concorrente in materia di ricerca scientifica ai sensi dell’art. 117 della Costituzione. Occorre prendere ulteriormente atto dei mutamenti in senso regionale del paese che potrebbero spingere la Corte ad ammodernare la propria giurisprudenza consentendo ulteriori margini di manovra alle amministrazioni regionali.

La legge relativa alle Norme per la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale è in assoluto tra le prime in Italia a regolamentare un nuovo ambito di intervento di carattere regionale, ossia quello delle alternative alla sperimentazione su animali, ponendo l’Abruzzo all’avanguardia in questo contesto scientifico.


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