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Le tradizioni culinarie sono una colonna portante della nostra bell’Italia, ma quando a pagarne le conseguenze sono degli uccelli indifesi e per di più protetti come codirossi, tordi, allodole, pettirossi, fringuelli, passere scopaiole, beccacce e tanti altri, dobbiamo cominciare a  riflettere…


Nelle vallate bresciane e bergamasche, gli agenti del Noa, il nucleo anti-bracconaggio della Guardia Forestale, e diversi gruppi di volontari che coadiuvano nella protezione di queste specie, trovano ogni anno un quadro a dir poco allarmante che si basa su svariate attività illegali: porti d’arma abusivi, detenzione di specie protette, strumenti abusivi di caccia, maltrattamento e ricettazione.

Nel centro di riabilitazione “Il Pettirosso” di Modena arrivano ogni anno numerosi uccelli feriti e in agonia per essere incappati nelle mani di bracconieri senza scrupoli che, per un piatto di polenta e osei (piatto tradizionale con uccellini allo spiedo), li sterminano senza pietà. Infatti, secondo i dati forniti dalla LAC, la Lega per l’Abolizione della Caccia, è proprio questa la zona in cui si concentra la più intensiva attività di bracconaggio ai piccoli uccelli dell’Europa intera.

Non mi stancherò mai di sperare che queste assurdità abbiano fine…


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